Cari lettori e appassionati di wrestling, benvenuti in un nuovo editoriale. Qualcosa a Raw sembra essere cambiato, e forse è cambiato davvero. C’era molta attesa per le due trasferte in Texas del main roster WWE avvenute in settimana (Raw a Dallas e SmackDown a San Antonio) e, vista soprattutto l’ondata tutt’altro che positiva che si era respirata negli ultimi mesi, le aspettative sembrano essere state abbastanza rispettate.

Se si tratti di un semplice effetto placebo (visto che Paul Heyman c’era e ha avuto un ruolo nella scrittura dello show, ma meno importante di quanto si pensi) è difficile saperlo, sta di fatto che la puntata è finalmente filata in maniera piuttosto agevole.

Tanti fan hanno ammesso di essere riusciti a vedersi senza pause le tre ore di trasmissione, e già questo di per sé è un risultato da rimarcare. Ma cerchiamo di capire perché su questa strada il Raw che verrà può funzionare per davvero.

Partiamo dal primo match, l’ennesimo Braun Strowman vs Bobby Lashley. Roba già vista e rivista, che oltretutto non era interessante nemmeno quando era nuova, avrà pensato qualcuno (se non quasi tutti). E invece sono stati aggiunti alcuni piccoli dettagli che già hanno contribuito a risvegliare i fan da quella patina di torpore che li aveva assaliti da tempo immemore.

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A cura di Marco Enzo Venturini di worldwrestling.it