Ciao a tutti amiche ed amici appassionati di wrestling, siamo oggi qui con un nuovo editoriale. Girarci intorno sarebbe un esercizio tanto inutile quanto sbagliato: Super ShowDown 2019 è stato uno degli eventi meno riusciti della storia della WWE. Sicuramente non dal punto di vista commerciale, dato che le cifre che girano intorno alla trasferta in terra saudita sono notoriamente da capogiro (lo ha ribadito in questi giorni anche un Chris Jericho che tutto sommato pochi motivi aveva per farlo), ma dal punto di vista tecnico sì.

Facendo un breve riassunto: non c’è stato nessun cambio di titolo (e spesso abbiamo sottolineato come un ppv senza cambi di titolo sia spesso inutile) e l’unica storyline che ha sostanzialmente vissuto un progresso è stata la meno attesa, ossia quella tra Kofi Kingston e Dolph Ziggler, il principale campione del main roster ha dimostrato ancora una volta al mondo che riesce a mantenere il suo titolo solo colpendo a ripetizione nelle parti basse il suo principale avversario (ed è buono, ricordiamolo), dopo anni di vittorie maldigerite dal pubblico adulto in WWE sono riusciti a rendere indigeribile perfino la prima grande sconfitta di Roman Reigns, la maxi-Battle Royal si è rivelata un bieco escamotage per fare l’occhiolino a un nuovo mercato.

E poi, Undertaker vs Goldberg. Non ci sono giri di parole per dirlo: il grande match tra due delle più luminose leggende degli ultimi 20-30 anni è stato completamente sbagliato. Tutto, su tutta la linea, in maniera clamorosa.

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A cura di Marco Enzo Venturini di world wrestling